Milano avanti a Sinistra

Un luogo di confronto per la sinistra milanese, un luogo dove costruire l'alternativa di sinistra per Milano.

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mercoledì, 05 dicembre 2007

Astio e frazionismo

La giornata si è inaugurata con una gradevolissima lettura degli articoli de l'Unità. Ho avuto il piacere di scoprire che Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, ritiene sè stesso e tutti gli altri omosessuali d'Italia offesi  dalle parole di Massimo D'Alema, che ad un incontro con degli studenti ha risposto a una domanda relativa al matrimonio omosessuale dicendo che "offenderebbe il sentimento religioso" di tanti cittadini.

Mancuso di dimostra un politico di razza: riesce a superare la vetta da lui stesso raggiunta quando approvò e applaudì il separatismo di quella manciata di femministe che contestò la presenza delle ministre ex-Ds al corteo contro la violenza di Roma e allo stesso tempo attacca il neonato Pd e la sua "svolta clericale". Un posto sicuro alle prossime elezioni. Davanti a un tale esempio, non posso che adeguarmi: d'ora innanzi anche io condannerò come "nemico dei lavoratori" chiunque non si spenda pubblicamente per una tassazione di tipo patrimoniale.

Lieto di sapere che la Sinistra è viva e vegeta, attendo di scoprire con quale maggioranza Mancuso, Pecoraro Scanio e Grillini (già, le disgrazie non vengono mai sole) ritengono di approvare migliori norme di tutela dei diritti dei cittadini omosessuali. Nell'attesa, mostro la mia pochezza politica ricordando a tutti chi altri andrà al Governo quando cadremo...
postato da: Levmarco alle ore 11:40 | link | commenti (7)
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lunedì, 03 dicembre 2007

Martedì 4 Dicembre, col nuovo coordinatore

partitodemocraticoMartedì 4 Dicembre, ore 21:00 al teatro San Carlo. Primo incontro pubblico con Giovanni Bianchi. Come mancare?


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postato da: Levmarco alle ore 11:58 | link | commenti
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sabato, 01 dicembre 2007

bene la fiducia sul pacchetto welfare, però..

Nei giorni scorsi la Camera ha votato la fiducia al pacchetto welfare. Bene. Mi auguro di tutto cuore che possa essere approvato anche dal Senato in tempi brevi. Nella mia qualità di pensionata sono tra coloro che hanno votato, e votato sì, al referendum sindacale sull'accordo tra il governo e le parti sociali.

Basterebbe dire che con questo si impedisce l'entrata in vigore il 1° gennaio 2008 della punizione che Maroni aveva inflitto agli italiani mandandoli in pensione con tre anni di ritardo. Ma c'è anche molto di più: ammortizzatori sociali, lotta al lavoro nero, disabilità, promozione del lavoro delle donne, contratti di inserimento, amianto e "qualcosa" sui contratti a termine, soldi freschi a chi ha pensioni basse.

E' stato sbagliato da parte di alcuni, in particolare da parte della sinistra democratica, porre l'accento su due questioni critiche per migliorarle: lavori usuranti e lavoro a tempo determinato? Io credo proprio di no!!!Lavori usuranti: l'accordo prevedeva un tetto massimo annuale di 5.000 unità. E' come dire che è una "finta". Infatti la platea di lavoratori interessata è compresa tra 1,8 e 3 milioni di lavoratori, 342.000 le attività previste dal DM Salvi del 1999, 60.000 i conducenti di mezzi pubblici pesanti, 150.000 gli addetti alle catene di montaggio, 2,4 milioni i lavoratori notturni (se si sonsidera chi fa questo turno anche meno di due volte alla settimana), 1,2 milioni chi lo fa almeno 5 giorno alla settimana).  Fate un po' il conto di quanti anni occorrono a 5.000 uscite l'anno. Arrivano tutti allo scalone Maroni tranquillamente, anzi lo scavalcano.

Tempo determinato: 36 mesi di rinnovo (tre anni) non sono più che sufficienti sia per decidere se il lavoratore va bene che per decidere  se serve anche per il futuro!!! Il grosso problema del nostro paese è proprio il fatto che si continuano a reiterare contratti a termine.Detto questo, speriamo nel futuro. Fassino nella sua dichiarzione alla Camera ha detto " la lotta alla precarietà è la cifra qualificante dl Governo" bene. Gli voglio credere e aspetto le proposte.

Ma in questa vicenda c'è una cosa, poco discussa, e che io considero grave. "L'accordo con le parti sociali è così e non si tocca".Ma l'autonomia e la sovranità del parlamento dove va a finire...

Mi spiego meglio, trovo giusto che il governo abbia sottoposto al parlamento l'accordo così come è stato raggiunto, ma, una volta consegnato al parlamento (che era libero di apportare aggiustamenti aveva detto il governo) il libero confronto doveva essere garantito, anche se apportava modifiche. Togliere prerogative al parlamento quando serve può essere pericoloso, questa cosa andava riflettura e discussa un po' meglio.

A gennaio pare ci sarà una verifica politico - programmatica chiesta dalla sinistra democratica.       C'è un punto che vorrei ne facesse parte:  i salari dei lavoratori.  Ormai tutti riconoscono essere troppo bassi, i più bassi d'Europa e dei altri paesi. Allora mettiamoci mano.    Non ho mai pensato e non penso che lo stato debba definire per legge gli stipendi, ne condivido le ipotesi di salario minimo garantito, ma non condivido neppure le dichiarazioni del Ministro Damiano (DS/PD) che ogni volta che parla o scrive di questo dice "deve aumentare la produttività per aumentare i salari" oppure l'accedere improvvisamente alla non tassazione degli straordinari che personalmente considero molto, molto sbagliata.

Ma perchè non si parla più della restrituzione del fiscal drag ai lavoratori che sono anni che non lo vedono. Sarebbe salario fresco, aumenterebbero i salari senza intaccare questioni di principio. 

Non se ne parla più, ma quel che è peggio non ne parlano più nemmeno le organizzazioni sindacali

 

                                                                                                                              Ornella Piloni

 

 

postato da: Levmarco alle ore 13:47 | link | commenti (3)
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giovedì, 29 novembre 2007

Beccarovadia a Milano

Incontro 4 Dic pena di morteOgni volta che un fatto tragico viene amplificato dai giornali, non manca l'inquadratura della 'persona comune' che sbraita che "ci vorrebbe la pena di morte". Contro questo clima culturale, per la moratoria internazionale, Moni Ovadia leggerà passi di Beccaria... rinfrescante!
postato da: Levmarco alle ore 09:11 | link | commenti (3)
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lunedì, 26 novembre 2007

La forma partito

shot 029Questa sera sono stato ad un incontro alla Camera del Lavoro di Milano, un incontro sulla forma partito per il neonato Partito Democratico. Premetto che non farò una recensione dell'incontro... mi limiterò a citare tre questioni molto interessanti che sono emerse e che necessiterebbero ampio e partecipato dibattito. Oltre ai tre invitati che, come detto, andrò a citare erano presenti Gad Lerner, in veste di organizzatore, Emanuele Fiano, Barbara Pollastrini e Gianni Cuperlo.





shot 027Il primo ad intervenire, perchè in fuga verso altro impegno pregresso, è stato Vincenzo Vita (ovviamente lo cito, mi piace essere di parte). Il punto focale del suo discorso è stata la necessita di fornire al pd un luogo, o meglio una serie di luoghi, ove le culture che nel nuovo partito affluiscono si possano mescolare. Il luogo a cui lui pensa è un luogo di confronto intellettuale. La cosa mi ha colpito, in quanto la vulgata corrente vorrebbe che il Pd nascesse "naturalmente" per effetto dell'operato politico costante sul territorio e nelle istituzioni, come se le differenze e le divisioni fossero mere incrostazioni del passato e ci fosse in realtà, tra eletti e militanti di varie origini, un comune sentire sul come si agisce e come ci si rapporta. Io non la vedo così, trovo invece che la proposta di Vita di andare a cercare i punti d'incontro nei motivi alti del fare politica, nelle idee e nei grandi progetti, sia più sensato.




shot 037Dopo il brevissimo intervento di Vita, è intervenuto Salvati, che si è dedicato ad analizzare dei punti di criticità del corrente processo costituente. L'argomento più interessante (sempre a parer mio, bella cosa scrivere il post) è stato quello dell'uso delle "primarie" nella vita del nuovo partito.
Salvati citava due rischi, partendo dalla sua analisi del modello americano, nel quale le primarie sono istituzionalizzate: il primo, che un personaggio con un considerevole supporto popolare potesse vincere una elezione primaria e farsi candidare dal Pd anche se non ne condivide i valori; il secondo, che la metodologìa della primaria mal si sposa con un sistema in cui più partiti si presentano in coalizione (come continuerà a succedere in Comuni, Provincie e Regioni, a prescindere dai cambiamenti della legge elettorale per le Camere).
Salvati non ha avuto modo di portare a termine il suo ragionamento con calma, causa un'interruzione focosa di qualcuno che si era 'stufato' per la lunghezza dell'intervento, ma ha lasciato un grosso punto di domanda. Che deciderà in merito la commissione Statuto?

shot 044Ultimo arrivato, il Ministro della Difesa Arturo Parisi, che si è dovuto attardare per presenziare al ritorno della salma del militare ucciso in Afghanistan. In un intervento lungo e appassionato che è coinciso con un mio colpevole assopimento (dormo poco e mi addormento ovunque) è riuscito a svegliarmi con un concetto non da poco. Ha detto in sunto che la partecipazione così come la conosciamo, con le sezioni e i militanti che si ritrovano al loro interno, è in crisi da tempo. Ha detto che non dovremmo difendere quel modello di partecipazione alla vita del partito perchè "può essere buono" o perchè "ha funzionato" in passato, ma prendere atto del fatto che ora come ora quel modello produce uno scollamento tra i militanti e i cittadini. Scollamento che va superato.
In una fase in cui si discute di sezioni e circoli, di come radicarsi sul territorio, di quali immboli tenere e quali no, di che proposta fare ai vecchi militanti e ai nuovi, questa staffilata che sia condivisibile o meno dovrebbe aprire un dibattito fondamentale. Io per primo considero il vecchio modello un ottimo modello di per sè, ma nulla vieta che ora come ora, in questa situazione, non sia il più adatto.

Tirate le somme, un incontro più che interessante. Mi è spiaciuto ci fosse poco tempo per gli interventi, ma la carne al fuoco era tantissima. Possiamo continuare a parlarne qui...
postato da: Levmarco alle ore 20:48 | link | commenti (10)
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domenica, 25 novembre 2007

Regime mediatico

Manifestaz violenza donneAvrei voluto scrivere un post sulla manifestazione contro la volenza, tenutasi a Roma e molto partecipata. Ma mi trovo costretto a parlare d'altro.

Alcune ministre e parlamentari dei due schieramenti hanno cercato di partecipare al corteo e sono state contestate da un piccolo gruppo. Gruppo che poi ha 'scacciato' anche i giornalisti di La7 che facevano una diretta dell'evento. Il fatto in sè non mi agitarebbe più di tanto, posso non approvare la metodologìa separatista ma non ci perderei il sonno... se non fosse per l'effetto che una cosa del genere ha sui media.

Vi sfido a trovare un articolo che indichi le sigle, le associazioni e le personalità che partecipavano e organizzavano il corteo: non c'è. Tutti parlano solo della contestazione, tutti parlano solo di questo fatto increscioso, con toni diversi ma concentrando comunque l'attenzione sull'episodio anzichè sulla tematica della manifestazione.

Cerco di fare l'avvocato del diavolo: forse se non ci fosse stata la contestazione il corteo avrebbe avuto un trafiletto e via? Triste pensiero. E la militante femminista che si è data da fare per la manifestazione, vedendo Mara Carfagna di passaggio cos'ha pensato... "ecco, ora parleranno di lei e non del mio gruppo che si occupa di violenze da dieci anni"? Mi metto nei suoi panni e capisco il suo fastidio.

Sia chiaro: il titolo del post non si riferisce ai quotidiani (chiamarli giornali è eccessivo) come quello diretto da Mario Giordano, che ovviamente fanno un rozzo attacco generalizzato alla Sinistra e alle militanti scese in piazza. Mi riferisco invece ai giornali come Repubblica e il Corriere, che senza por tempo in mezzo si sono tuffati nel saporito minestrone di contestazioni, offese, critiche e proteste. Questa ricerca sfrenata dello 'scandalo', della violenza verbale o meno come unico catalizzatore dell'attenzione del pubblico, è un circolo vizioso esiziale per un'informazione libera: un circolo vizioso in cui prosperano i falsi moralismi e un voyeurismo d'accatto.
postato da: Levmarco alle ore 08:27 | link | commenti (12)
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venerdì, 23 novembre 2007

Nasce "La Sinistra"?

die linkeLa parola "Sinistra" e la propositività politica di Sinistra sono un tesoro ambito, pare: seguendo le orme della nuova sinistra tedesca, che ha riunito socialdemocratici di sinistra e ex-comunisti in Die Linke con un grosso successo elettorale, sembra che la Cosa Rossa potrebbe dar luce a "La Sinistra".

Ai primi di dicembre si dovrebbero riunire a Roma gli stati generali dei partiti dell'ala Sinistra dell'Unione, una settimana dopo dovrebbe farlo la Sinistra del Pd. Ieri sera i compagni milanesi hanno convenuto che all'appuntamento (per ora fissato al 15 Dicembre) sarebbe importante partecipare in gran numero, per spingere la dirigenza nazionale ad attivarsi e dare vita a una proposta di Sinistra per il Pd. Non posso fare a meno di pensare che l'incontro di pochi giorni prima dei partiti della Cosa Rossa condizionerà anche lo sviluppo della nostra discussione.

Faccio mia la speranza e l'augurio di Mussi al termine del Congresso dei DS: "spero che avremo successo entrambi". Ma non sono cieco, esiste un area politica che ci andremo a contendere: l'area del lavoro, del riformismo di sinistra, dei diritti civili, della partecipazione reale dei cittadini e degli intellettuali alla vita politica del Paese. Far parte di un grande partito che punta a governare non basta per conquistare quell'area, serve una progettualità politica.

Dobbiamo trovarci a Milano per parlarne e continuare a farlo a Roma. Si attendono proposte!
postato da: Levmarco alle ore 08:25 | link | commenti (3)
categorie: notizie
mercoledì, 21 novembre 2007

Una nuova legge elettorale

urnaIn una fase di transizione come questa, che vede la nascita del Pd nel centrosinistra e la reazione populistica e leaderistica di Berlusconi a destra, il dibattito sulla legge elettorale è centrale. L'attuale legge elettorale ha fatto sì che ogni rottame della politica, dai minidemocristiani ai neofascisti agli autonomisti di ogni valle, venisse reclutato da uno o dall'altro schieramento. Il Referendum ci propone invece di premiare la prima lista... sono forse l'unico che pensa che questo porterebbe a due listoni nazionali, in cui i pesi dei partiti sarebbero decisi a priori senza alcuna possibilità per gli elettori d'esprimersi?


Fortunatamente due vecchi teoremi che han fatto tanto male al nostro Paese stanno andando nel dimenticatoio:
  1. il sistema maggioritario garantisce la governabilità
  2. ridurre la consistenza e il numero dei piccoli partiti garantisce la governabilità
Il primo è una pura idiozia, il fatto che si premi chi vince in un collegio con "tutto il bottino" non garantisce che in un altro collegio non vincano i suoi avversari.. alla fine, si troveranno comunque a fare i conti in Parlamento.
Il secondo pecca d'ingenuità: un governo può essere messo sotto ricatto dal primo partito dell maggioranza come dall'ultimo, basta che abbia abbastanza rappresentanti da metterlo in minoranza. Le recenti performance di Dini, Manzione e Bordon dovrebbero esser prova sufficiente. Ridurre il peso dei piccoli partiti conta poco o nulla, finchè i grandi partiti avran bisogno di loro per avere una maggioranza.


Ora il dibattito si incentra su una riforma sul modello tedesco con l'apporto non trascurabile di una proposta 'ibrida' di origine veltroniana. Personalmente, ritengo il modello tedesco semplice, comprensibile e produttore di effetti virtuosi sulla rappresentanza. La proposta veltroniana invece è macchinosa e complicata.

Quale modello il più adatto a noi? Quale modello potrà uscire da queste Camere, elette col famigerato Porcellum?
postato da: Levmarco alle ore 08:08 | link | commenti (2)
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