Martedì 4 Dicembre, ore 21:00 al teatro San Carlo. Primo incontro pubblico con Giovanni Bianchi. Come mancare?
Nei giorni scorsi la Camera ha votato la fiducia al pacchetto welfare. Bene. Mi auguro di tutto cuore che possa essere approvato anche dal Senato in tempi brevi. Nella mia qualità di pensionata sono tra coloro che hanno votato, e votato sì, al referendum sindacale sull'accordo tra il governo e le parti sociali.
Basterebbe dire che con questo si impedisce l'entrata in vigore il 1° gennaio 2008 della punizione che Maroni aveva inflitto agli italiani mandandoli in pensione con tre anni di ritardo. Ma c'è anche molto di più: ammortizzatori sociali, lotta al lavoro nero, disabilità, promozione del lavoro delle donne, contratti di inserimento, amianto e "qualcosa" sui contratti a termine, soldi freschi a chi ha pensioni basse.
E' stato sbagliato da parte di alcuni, in particolare da parte della sinistra democratica, porre l'accento su due questioni critiche per migliorarle: lavori usuranti e lavoro a tempo determinato? Io credo proprio di no!!!Lavori usuranti: l'accordo prevedeva un tetto massimo annuale di 5.000 unità. E' come dire che è una "finta". Infatti la platea di lavoratori interessata è compresa tra 1,8 e 3 milioni di lavoratori, 342.000 le attività previste dal DM Salvi del 1999, 60.000 i conducenti di mezzi pubblici pesanti, 150.000 gli addetti alle catene di montaggio, 2,4 milioni i lavoratori notturni (se si sonsidera chi fa questo turno anche meno di due volte alla settimana), 1,2 milioni chi lo fa almeno 5 giorno alla settimana). Fate un po' il conto di quanti anni occorrono a 5.000 uscite l'anno. Arrivano tutti allo scalone Maroni tranquillamente, anzi lo scavalcano.
Tempo determinato: 36 mesi di rinnovo (tre anni) non sono più che sufficienti sia per decidere se il lavoratore va bene che per decidere se serve anche per il futuro!!! Il grosso problema del nostro paese è proprio il fatto che si continuano a reiterare contratti a termine.Detto questo, speriamo nel futuro. Fassino nella sua dichiarzione alla Camera ha detto " la lotta alla precarietà è la cifra qualificante dl Governo" bene. Gli voglio credere e aspetto le proposte.
Ma in questa vicenda c'è una cosa, poco discussa, e che io considero grave. "L'accordo con le parti sociali è così e non si tocca".Ma l'autonomia e la sovranità del parlamento dove va a finire...
Mi spiego meglio, trovo giusto che il governo abbia sottoposto al parlamento l'accordo così come è stato raggiunto, ma, una volta consegnato al parlamento (che era libero di apportare aggiustamenti aveva detto il governo) il libero confronto doveva essere garantito, anche se apportava modifiche. Togliere prerogative al parlamento quando serve può essere pericoloso, questa cosa andava riflettura e discussa un po' meglio.
A gennaio pare ci sarà una verifica politico - programmatica chiesta dalla sinistra democratica. C'è un punto che vorrei ne facesse parte: i salari dei lavoratori. Ormai tutti riconoscono essere troppo bassi, i più bassi d'Europa e dei altri paesi. Allora mettiamoci mano. Non ho mai pensato e non penso che lo stato debba definire per legge gli stipendi, ne condivido le ipotesi di salario minimo garantito, ma non condivido neppure le dichiarazioni del Ministro Damiano (DS/PD) che ogni volta che parla o scrive di questo dice "deve aumentare la produttività per aumentare i salari" oppure l'accedere improvvisamente alla non tassazione degli straordinari che personalmente considero molto, molto sbagliata.
Ma perchè non si parla più della restrituzione del fiscal drag ai lavoratori che sono anni che non lo vedono. Sarebbe salario fresco, aumenterebbero i salari senza intaccare questioni di principio.
Non se ne parla più, ma quel che è peggio non ne parlano più nemmeno le organizzazioni sindacali.
Ornella Piloni
Ogni volta che un fatto tragico viene amplificato dai giornali, non manca l'inquadratura della 'persona comune' che sbraita che "ci vorrebbe la pena di morte". Contro questo clima culturale, per la moratoria internazionale, Moni Ovadia leggerà passi di Beccaria... rinfrescante!
Questa sera sono stato ad un incontro alla Camera del Lavoro di Milano, un incontro sulla forma partito per il neonato Partito Democratico. Premetto che non farò una recensione dell'incontro... mi limiterò a citare tre questioni molto interessanti che sono emerse e che necessiterebbero ampio e partecipato dibattito. Oltre ai tre invitati che, come detto, andrò a citare erano presenti Gad Lerner, in veste di organizzatore, Emanuele Fiano, Barbara Pollastrini e Gianni Cuperlo.
Il primo ad intervenire, perchè in fuga verso altro impegno pregresso, è stato Vincenzo Vita (ovviamente lo cito, mi piace essere di parte). Il punto focale del suo discorso è stata la necessita di fornire al pd un luogo, o meglio una serie di luoghi, ove le culture che nel nuovo partito affluiscono si possano mescolare. Il luogo a cui lui pensa è un luogo di confronto intellettuale. La cosa mi ha colpito, in quanto la vulgata corrente vorrebbe che il Pd nascesse "naturalmente" per effetto dell'operato politico costante sul territorio e nelle istituzioni, come se le differenze e le divisioni fossero mere incrostazioni del passato e ci fosse in realtà, tra eletti e militanti di varie origini, un comune sentire sul come si agisce e come ci si rapporta. Io non la vedo così, trovo invece che la proposta di Vita di andare a cercare i punti d'incontro nei motivi alti del fare politica, nelle idee e nei grandi progetti, sia più sensato.
Dopo il brevissimo intervento di Vita, è intervenuto Salvati, che si è dedicato ad analizzare dei punti di criticità del corrente processo costituente. L'argomento più interessante (sempre a parer mio, bella cosa scrivere il post) è stato quello dell'uso delle "primarie" nella vita del nuovo partito.
Ultimo arrivato, il Ministro della Difesa Arturo Parisi, che si è dovuto attardare per presenziare al ritorno della salma del militare ucciso in Afghanistan. In un intervento lungo e appassionato che è coinciso con un mio colpevole assopimento (dormo poco e mi addormento ovunque) è riuscito a svegliarmi con un concetto non da poco. Ha detto in sunto che la partecipazione così come la conosciamo, con le sezioni e i militanti che si ritrovano al loro interno, è in crisi da tempo. Ha detto che non dovremmo difendere quel modello di partecipazione alla vita del partito perchè "può essere buono" o perchè "ha funzionato" in passato, ma prendere atto del fatto che ora come ora quel modello produce uno scollamento tra i militanti e i cittadini. Scollamento che va superato.
Avrei voluto scrivere un post sulla manifestazione contro la volenza, tenutasi a Roma e molto partecipata. Ma mi trovo costretto a parlare d'altro.
La parola "Sinistra" e la propositività politica di Sinistra sono un tesoro ambito, pare: seguendo le orme della nuova sinistra tedesca, che ha riunito socialdemocratici di sinistra e ex-comunisti in Die Linke con un grosso successo elettorale, sembra che la Cosa Rossa potrebbe dar luce a "La Sinistra".
In una fase di transizione come questa, che vede la nascita del Pd nel centrosinistra e la reazione populistica e leaderistica di Berlusconi a destra, il dibattito sulla legge elettorale è centrale. L'attuale legge elettorale ha fatto sì che ogni rottame della politica, dai minidemocristiani ai neofascisti agli autonomisti di ogni valle, venisse reclutato da uno o dall'altro schieramento. Il Referendum ci propone invece di premiare la prima lista... sono forse l'unico che pensa che questo porterebbe a due listoni nazionali, in cui i pesi dei partiti sarebbero decisi a priori senza alcuna possibilità per gli elettori d'esprimersi?